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FUORI SEDE | Studentati, fondi immobiliari e il diritto di abitare a Roma | Il Report per Nonna Roma
Il rapporto “Fuori sede. Studentati, fondi immobiliari e il diritto di abitare a Roma” analizza la trasformazione del mercato degli alloggi per studenti universitari a Roma, nel contesto della crescente finanziarizzazione del mercato immobiliare urbano. Lo abbiamo presentato il 15 maggio con Nonna Roma.
Il Fatto Quotidiano
A Roma si contano 25 nuovi studentati privati in fase di progettazione, costruzione e apertura. Si tratta perlopiù di residenze private ‘all inclusive’ con costi molto alti, anche quando beneficiano del contributo pubblico del Pnrr.
Internazionale
A Roma il progetto per riqualificare gli ex mercati generali è affidato a un gruppo di aziende private e finanziato da un fondo immobiliare statunitense. Il comune parla di interesse pubblico, ma cittadini e attivisti criticano il piano.
Il manifesto
Il Comune di Roma ha approvato la costruzione della struttura finanziata dal fondo immobiliare Hines: canoni da 1.050 euro al mese per una stanza singola. Convocata un’assemblea pubblica per martedì prossimo.
Il manifesto
Gli ex mercati generali cambiano volto: nel piano, deciso dal concessionario e accettato dal comune, uno studentato con canoni fino a 1.050 euro, “amenities incluse”. Senza adeguare i servizi.
con Massimo Bricocoli
in Urbanit, Decimo Rapporto sulle città, «L’Università per le città e i territori»
Il manifesto
«Un danno quantificabile in 262 milioni di euro», il sindacato degli universitari scrive anche alla commissione Ue
Il manifesto
Mobilitazione degli universitari a Roma, Torino, Bologna, Perugia, Lecce e Palermo. L’Udu chiede due miliardi di euro al governo per il diritto allo studio.
Il manifesto
Un terzo degli studenti universitari non riesce a pagarsi casa. Presentata l’iniziativa di legge della campagna Alta tensione abitativa
Il manifesto
Gli studenti ancora alle prese con i prezzi impazziti, in attesa della norma sugli affitti brevi. Sei su dieci non trovano l’alloggio. Il Pnrr è stato un fallimento. Dopo aver chiesto all’Ue passi indietro, il governo nega i dati