Il business degli studentati privati, dove una stanza può arrivare a costare 1.482 euro al mese. In città 25 progetti

Il Corriere della Sera, Roma

Gaetano De Monte

In città i progetti dei privati sono 26: da San Lorenzo a via Ostiense

La vertiginosa crescita dei canoni di locazione

Il progetto finanziato dal fondo immobiliare statunitense Hines che prevede la costruzione di uno studentato di lusso nell’area degli ex Mercati Generali all’interno del quartiere Ostiense, e oggetto nei mesi scorsi delle vibranti proteste di alcuni cittadini che reclamano la destinazione pubblica dell’area, è soltanto il più eclatante per dimensione. Nell’area, infatti, sono previste 1602 camere e, tra queste: 826 “ensuite” saranno locate a 1.050 euro al mese, 322 “studio” a 950 euro mensili e 182 camere doppie saranno affittate a 625 euro al mese. Ulteriori 272 camere doppie offriranno, infine, i 544 posti previsti ad un canone di 500 euro a posto letto. Il Comune di Roma ha assicurato, comunque, che «la proposta del fondo immobiliare pone particolare attenzione al rispetto degli obiettivi di inclusione giovanile, sostenibilità e qualità urbana».

Questo, però, non è un caso isolato. Una ricerca della scrittrice Sarah Gainsforth, infatti, autrice de “L’Italia senza Casa”, “Abitare stanca” e di altre fortunate pubblicazioni sul tema del diritto all’abitare, ha contato nella Capitale altri 25 studentati privati di questo tipo che sono in fase di progettazione, costruzione e nuova apertura. Nello stesso quadrante di Ostiense, per esempio, in via Pigafetta è in costruzione un nuovo edificio di circa 13mila metri quadrati con destinazione residenziale e turistica che ospiterà 314 camere per studenti e 117 unità abitative. Al civico 169 della stessa via Ostiense, poi, sono da poco cominciati gli scavi per la costruzione di uno studentato di lusso da 110 posti marchiato Camplus, e i lavori hanno già fatto cimentare una necropoli romani. Ma al di là del quadrante di Ostiense, diventato ormai punto di riferimento per gli investimenti in complessi immobiliari extra-lusso, nuovi studentati privati stanno nascendo – come evidenzia la ricerca – a Casal Bertone, in viale Marconi, a Trastevere, lì dove un tempo c’era la sede del cinema Impero. Nell’area dove ospitava la ex Dogana, invece, al civico 10 di viale dello Scalo di San Lorenzo, a qualche centinaio di metri dalle aule dell’università La Sapienza, è stato ultimato l’anno scorso il cantiere commissionato dalla società Tsh Rome Propco Srl, costola finanziaria del colosso olandese del settore “The Student Hotel”, ridenominato nel 2022 “Social Hub”. All’interno di quest’area di 2mila metri quadrati che un tempo era di proprietà del Demanio, si trovano oggi 444 stanze destinate a studenti e giovani professionisti che sono ospiti dell’hotel. L’investimento è costato 90 milioni, hanno fatto sapere dall’azienda. Resta il fatto che qui una camera singola può arrivare a costare anche 1.482 al mese. «La vicenda del Social Hub è emblematica dell’evoluzione dell’offerta privata per studenti verso una nuova offerta abitativa di medio periodo, rivolta a un target misto accompagnata da un’alta capacità di spesa. È questa nuova offerta ibrida, per fasce di popolazione mobile, temporanea e benestante, che sta crescendo a Roma. E insieme all’offerta crescono i canoni di locazione, rendendo i quartieri dove questi progetti atterrano sempre meno accessibili a chi voglia venire a studiare a Roma o semplicemente cercare una casa in affitto», ragiona Gainsforth. E poi fa notare anche che «nelle zone di espansione di student housing privato, nelle aree universitarie, si registra una crescita vertiginosa dei canoni di locazione, con punte del 20% a Ostiense in un solo anno, tra il 2024 e il 2025». Ma non è un fenomeno casuale, si tratta di un segmento del mercato immobiliare definito Purpose Built Student Accommodation, tradotto, di alloggi per studenti appositamente costruiti; è il segmento più dinamico del settore immobiliare, che entro il 2028 prevede lo sviluppo di 96 progetti di questo tipo in tutta Italia, più o meno un terzo, immaginate, solo a Roma.

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Sarah Gainsforth

Sarah Gainsforth è saggista e giornalista freelance, scrive di casa e abitare, di turismo e gentrificazione, di politiche abitative e di trasformazioni urbane. Collabora con Internazionale e Il Manifesto. Il suo ultimo libro è L’Italia Senza casa, Politiche abitative per non morire di rendita (Laterza, 2025). Vive e lavora tra Roma e Goriano Valli.